RESIDENZA ARTISTICA

RESIDENZA ARTISTICA

La Residenza Artistica Everest è un luogo e un tempo durante il quale uno o più artisti sperimentano la propria ricerca performativa, usufruendo della grande sala che lo spazio mette a disposizione. L’Everest ospita compagnie di prosa, danza, circo contemporaneo e musica; artisti che sentono la necessità di migliorare i propri lavori e le proprie produzioni.
La dimensione è quella di una balera che diventa una stanza per dormire, un bagno dove lavarsi, una cucina in cui mangiare. All’Everest si ha la possibilità di vivere un’epoca che, seppur lontana, non si è persa nel tempo. Lo spazio è creativo e ricreativo, adatto alla condivisione e il suo carattere è inventivo e immaginifico. I suoi muri e la sua storia parlano di Arte. Un’Arte da cui è facile lasciarsi ispirare.

2017

CIRCO CONTEMPORANEO

COMPAGNIA KOLEKTIV LAPSO CIRK (Francia)

Periodo di residenza: gennaio-febbraio 2017

Obbiettivo A: in attraversamento con Casa del Circo Contemporaneo – Associazione Qanat Arte e Spettacolo / Cirko Vertigo (Piemonte) e C.L.A.P.Spettacolodalvivo (Lombardia)

IL PROGETTO

“11. Il tempo è una linea verticale”
di e con Veronica Capozzoli
11 è due volte 1. È la conferma inevitabile della singolarità, dell’unità, della solitudine.
11 è il primo dei numeri decimali palindromi.
È l’essenza dell’ossessione.
11 è divisibile solamente per se stesso.
Difende il suo spirito anarchico davanti all’egemonia del 10, è orgoglioso e testardo, è il numero del sodio: porta dentro l’essenza del ferro e del fuoco.
Lei è una, singolare, sola.
Lei vive nell’architettura verticale della sua testa, in una geometria di ferro e legno, di linee verticali che vanno verso il cielo…
Lei è orgogliosa e disperata.
Lei è divisibile solamente per se stessa.
In uno spazio saturo di geometrie severe, di lunghi e alti tubi di ferro, di sedie perfettamente quadrangolari, di bastoni d’acciaio verticali e di corde tese, incontriamo una figura femminile intrappolata nell’ingranaggio scenico: corde, carrucole, incastri geometrici e ritmi ossessivi la costringono a far proseguire il gioco meccanico della struttura, surreale metafora del Tempo che non si può arrestare.
11 è un lavoro sulla verticalità e gli ingranaggi ineluttabili del Tempo.
Lo Spazio determina l’esistere di un corpo, e il Tempo che determina il suo movimento la porta verso l’alto, contro la forza di gravità del suo esistere, nel materialissimo e umano bisogno di affermare la sua identità.

LA COMPAGNIA

Veronica Capozzoli inizia il suo percorso artistico a 14 anni, seguendo i corsi teatrali della compagnia MaMiMò, ed entrando 3 anni dopo all’Accademia d’Arte Drammatica V. Bellini di Napoli. Approdata a Bologna prosegue la sua formazione scegliendo stage e workshop di maestri, tematiche e stili che costruiscono poco a poco un percorso coerente ed eterogeneo. Nel 2008 si Laurea in Filosofia Etica all’Università di Bologna. Frequenta la scuola biennale di Commedia dell’Arte Luis Jouvet, per la direzione di Massimo Machiavelli, dove si diploma nel 2009, e diviene attrice e assistente di regia della compagnia di Machiavelli, Fraternal Compagnia, con cui collabora fino al 2010. Nel frattempo, nel 2008 crea l’atelier di teatro Il Giardino del Mago e la Compagnia ReSpirale Teatro. Con ReSpirale Teatro, di cui è regista e attrice fino al 2014, crea 6 spettacoli e tre studi, ricevendo la Segnalazione Speciale Premio Scenario 2011 con L’Italia è il Paese che amo, il Premio Festival Reading sul Fiume (Bologna) con Napoleon, spettacolo anche finalista del Premio Festival Territori Teatrali (Torino), il Premio Scintille 2014 (Asti) con AGAIN/BYNOW, spettacolo anche finalista del Premio Troia Teatro e B.R.I.S.A. 2015. Il percorso di formazione in Commedia dell’Arte la porta all’incontro con l’acrobatica teatrale e conseguentemente alla scoperta dell’universo circense e dei suoi linguaggi. Viene ammessa alla Scuola di Teatro di Bologna A. G. Garrone nella sezione Nouveau Cirque, dove si diploma nel 2011, e nel 2012 viene ammessa alla Scuola di Cirko Vertigo di Torino, dove si diploma nel 2013. Nel 2014 entra a far parte della Compagnia di circo DDmasié, che cambia nome in Lapso Cirk, di cui è membro attivo all’oggi. Nel 2013 Veronica viene ammessa al percorso di Formazione Artistica dell’École de Cirque de Chambery AEC, nel quale nasce il progetto 11 – Il tempo è una linea verticale. Nel 2015 inizia inoltre a collaborare come acrobata al palo cinese e verticalista con la Compagnia Chapiteau (Chambery, Francia) nello spettacolo Les Furberies de Scapin. Partecipa inoltre come artista a cabaret e spettacoli all’interno del Festival Living Circus (direzione artistica Paolo Stratta).

David Diez Mendez è artista di circo contemporaneo formatosi a Escuela de Circo Carampa di Madrid, e diplomatosi a Scuola di Cirko Vertigo. É inoltre tecnico di montaggio specializzato e autorizzato a montaggi in altezza, e costruttore formato di attrezzi e strutture per il circo. Lavora come artista nel duo David&Tomas all’interno del Kolektiv Lapso Cirk, di cui è membro fondatore. Partecipa al progetto “11 – Il tempo è una linea verticale” come assistente alla drammaturgia e alla costruzione della scena, oltre che come tecnico di montaggio e di palco.

DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA

COMPAGNIA TEATRO DEL LEMMING (Rovigo)

Periodo di residenza: febbraio-marzo 2017

Obbiettivo C

IL PROGETTO

“I cinque sensi dell’attore”. Laboratorio residenziale per attori
Conduzione Massimo Munaro e Chiara Elisa Rossini

Per noi l’ATTORE piuttosto che un guitto che si pavoneggia per un’ora sulla scena e di cui poi non si sa più nulla (W.S.) deve essere inteso, etimologicamente, come una GUIDA, cioè colui che conduce lo spettatore in quell’altrove che costituisce da sempre lo spazio del teatro.

Per essere in grado di costituirsi come GUIDA, l’ATTORE deve innanzi tutto affinare le sue capacità di ASCOLTO – ADEGUAMENTO – DIALOGO. Questi tre principi sono da noi sviluppati contemporaneamente in quattro diverse direzioni: su di sé, sui compagni, sullo spazio che li ospita, sullo spettatore.

Lo strumento principale della ricerca dell’attore è per noi il corpo. Il senso/i sensi del corpo. Corpo non più inteso come protesi di un’intelligenza che dovrebbe guidarlo, ma nella sua pienezza animistica, in quella nudità sorprendente che conduce alla nudità di sé e, forse, alla verità dell’incontro con altre anime e corpi.

I cinque sensi dell’attore, indagati separatamente e poi in continua sinestesia fra loro, sono per noi, oltre che un appello alla pienezza della vita, una via d’accesso all’altrove del teatro e alle capacità creative dell’attore.

Nella sua relazione ravvicinata ed intima con se stesso, con i compagni, con lo spazio e con lo spettatore l’attore è qui indotto ad una messa a nudo radicale, ad una ricerca personale e tecnica che passa per una disponibilità assoluta all’ascolto e all’attenzione di sé e dell’altro.

LA COMPAGNIA

Il Teatro del Lemming è una compagnia teatrale di ricerca fondata nel 1987 è finanziata dal MiBACT dal 1997. Vincitore di numerosi premi tra cui il Premio Totola, il Premio Piccoli Palcoscenici, il Premio UBU Giuseppe Bartolucci e il Silver Snowflake al Sarajevo Winter Festival, il Lemming è da tempo riconosciuto come uno dei gruppi di punta del nuovo teatro italiano ed europeo.

Scrive GIACOMO FRONZI in Teatro del Lemming. Teoria e pratica di una poetica estrema (MicroMega, settembre 2014): “Questo teatro, diverso, anti- tradizionale, che quotidianamente lotta per la propria sopravvivenza, rappresenta una piccola rivincita nei confronti di quel segmento di realtà che tenta silenziosamente di narcotizzare la coscienza di un uomo che, per poter comprendere e interpretare il proprio mondo, sembra volersi avvalere sempre di meno del potenziale ermeneutico ed euristico delle arti.”

DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA

COMPAGNIA GIULIANO SCARPINATO (Palermo)

Periodo di residenza: giugno 2017

Obbiettivo A: : in attraversamento con Residenza Multipla Corsia Of (Umbria)

IL PROGETTO

“Se non sporca il mio pavimento”
Regia e drammaturgia: Giuliano Scarpinato
Con Michele Degirolamo e Francesca Turrini

“Quello che vorrei compiere con Se non sporca il mio pavimento è un passo ulteriore in questa ricerca sull’identità in formazione. Mi interessa, stavolta, indagare la degenerazione dell’intoppo identitario, quello che succede nell’adulto che si porta ancora addosso, selvaggiamente aggrappato, un bambino mai uscito dalla propria stanzetta. Vedo chiaramente in filigrana, nelle figure che voglio indagare – Gloria Rosboch, Gabriele Defilippi, Roberto Obert – questi bambini ancora sperduti, che cercano invano di fermare il tempo. Sono loro a interessarmi, sono loro il punto di partenza ; da quelle vite reali, da quella vicenda reale, prenderà le mosse un racconto nuovo, mai cronachistico, ma pieno anzi di aperture oniriche”.

Giuliano Scarpinato

LA COMPAGNIA

Come regista debutta nel 2009, dirigendo i suoi colleghi di corso al Teatro Stabile di Torino in un allestimento de I ciechi di Maeterlink che va in scena per il Festival delle Colline Torinesi.

Da qualche anno lavora nell’ambito del teatro ragazzi. Nel 2012 è finalista al Premio Scenario Infanzia con lo spettacolo La fortuna di Philèas. Nel 2014 vince il Premio Scenario Infanzia con lo spettacolo Fa’afafine – mi chiamo Alex e sono un dinosauro, incentrato sulla vicenda di un “gender fluid child “ e dei suoi genitori; lo spettacolo, insignito del premio per aver affrontato, per la prima volta nel teatro ragazzi italiano, il delicato tema della diversità di genere, riceve in seguito anche il prestigioso Premio Infogiovani 2015 al Festival Internazionale del Teatro di Lugano, e l’Eolo Award 2016 come miglior spettacolo di Teatro Ragazzi e Giovani dell’anno.

Nel 2015 dirige Elettra di Hugo von Hofmannsthal per il festival “Dionisiache”, nella splendida cornice del Tempio Dorico di Segesta; nel 2016 lo spettacolo vince il Premio Attilio Corsini nell’ambito della rassegna “salviamo i talenti” promossa dal Teatro Vittoria di Roma.

DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA

CIRO MASELLA (Perugia)

Periodo di residenza: novembre-dicembre 2017

Obbiettivo A: : in attraversamento con Residenza Multipla Corsia Of (Umbria)

IL PROGETTO

di Remi De Vos
traduzione Angelo Savelli
regia e interpretazione Ciro Masella

Per tutta la mia vita ho fatto solo cose che non sapevo fare è la storia di un uomo che beve tranquillamente una birra in un bar e viene aggredito, verbalmente ma con inaudita violenza, da uno sconosciuto. Una storia raccontata alla rovescia dalla vittima stessa, bloccato con le spalle contro un muro dal branco furioso e assetato di vendetta; un vertiginoso fiume di parole, ultimo argine alla violenza bestiale del branco omofobo; un’illusoria richiesta di “umanità” attraverso cui l’uomo sbobina, avanti e indietro, il nastro della propria vita per comprendere e far comprendere ai suoi aguzzini come sia stato possibile arrivare ad un esito così fatale. Un’istantanea fulminante e acida, a tratti dolorosamente comica, della violenza sottopelle che respiriamo ogni giorno, del fenomeno del bullismo arrivato a proporzioni inaudite. Un monologo elettrizzante e teso, adrenalinico e ipnotico, sul solco del tragicomico.

Rémi De Vos, uno dei più interessanti autori della nuova scena europea, affondando le mani nella contemporaneità, ha scritto testi scottanti sul declino dell’Occidente, sui problemi del lavoro, sulla violenza razzista e omofobica e la disgregazione della coppia; temi sociali e politici passati al setaccio dell’umorismo e del grottesco, rivelando l’assurdità delle ideologie dominanti.

2016

DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA

COMPAGNIA IL SERVOMUTO (Brescia)

Periodo di residenza: luglio 2016

Obbiettivo C

LA COMPAGNIA

La compagnia teatrale II ServoMuto nasce nel 2010 dall’incontro di tre giovani attori e operatori teatrali (Pavel Zelinskiy, Michele Segreto e Diego Veneziano). I tre avviano la compagnia nel 2011 insieme a Diletta Ferrai e Cecilia Botturi. L’anno successivo si uniscono alla formazione anche Irene Carta e Luisa Gustinelli, mentre si intensificano le collaborazioni con attori di varia formazione, che collaborano su progetti specifici anche di natura non prettamente teatrale. Nel 2014 il ServoMuto vince il Bando SPOTbs – Sostegno alla Produzione Teatrale Off di Brescia e realizza la performance urbana FAR EAST, cura nuove produzioni e replica gli spettacoli in repertorio in tutta Italia. Nel 2015 realizza lo spettacolo ZINNFIGUR – Soldatini di stagno, prima co-produzione con il Teatro Telaio. Nel febbraio dello stesso anno, il primo studio dello spettacolo POLVERE, nato da un progetto di Marzia Gallo, vince la VI Edizione del Premio Petroni di Residenza Idra. Nel 2014 inizia a collaborare con il giovane regista Lorenzo Collalti (vincitore a Spoleto dell’European Young Theatre 2015 e del Premio SIAE 2015).

DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA

COMPAGNIA FRANCESCA FRANZE’ (Brescia)

Periodo di residenza: ottobre-novembre 2016

Obbiettivo A:
in attraversamento con Teatro Due Mondi – Faenza (Emilia Romagna)

IL PROGETTO

Progetto: “Fail”
Concept Francesca Franzè
Con Francesca Franzè e Luca Serafini
Dramaturgia Letizia Buoso

“Se ciascun essere umano è un fiore e cresce verticale accanto agli altri nel campo”

Fail. La crisi economica e i suoi effetti attraverso l’esperienza di un imprenditore in battaglia che non vuole arrendersi all’evidenza del fallimento della sua azienda e scommette sulle sue capacità professionali e manageriali, oltre che sulle risorse della sua attività, cercando di contrastare e superare i severi limiti imposti da un contesto di recessione economica come quello degli anni 2008-2009. La scena nasce dall’osservazione partecipata e dal ricordo di quest’uomo: è il nostro reagire dal presente a questa vicenda, assumendoci i ruoli di chi c’era ed era coinvolto, in una relazione di successione, dove chi viene dopo può farsi filtro vivente e portare anche le proprie risorse interpretative. Il fallimento è esplorato come attitudine e propensione dell’individuo a mettere in atto un piano programmatico di azioni, già in potenza autosabotanti, in un continuo intersecarsi di proiezioni sul futuro e conseguenze delle scelte passate, valutazioni errate, slanci onesti e coraggiosi, in un presente controverso. Prendono vita una pluralità di visioni che inseriscono il fallimento tra le possibilità intrinseche alla ricerca di una realizzazione personale, tra il successo o l’inefficacia dell’agire. I materiali industriali recuperati dall’azienda chiusa diventano tracce installative. I fatti non sono più solo materiale di archivio, ma anche elementi che si relativizzano e insieme trovano nuovo senso tra i percorsi possibili dell’esistenza.

LA COMPAGNIA

Francesca Franzè nasce a Brescia il 25 maggio del 1981, intraprende la sua formazione teatrale indirizzando il suo interesse nell’ambito del linguaggio contemporaneo, studiando, con vari maestri, le diverse contaminazioni tra teatro, performance e canto. Tra questi Silvio Castiglioni, Claudia Contin, Renata Palminiello, Danio Manfredini, Abbondanza Bertoni, Mamadou Dioume, Claudio Misculin, Lello Cassinotti, Cristiana Morganti, Oscar De Summa, Giuliana Musso. Da subito affianca al lavoro di attrice quello di operatrice teatrale in contesti di fragilità sociale e disabilità fisica e psichica.
Nel 2008 debutta come attrice professionista negli spettacoli per ragazzi prodotti dal Teatro Telaio di Brescia. Nell’anno 2011-2012 lavora all’interno del carcere di Bollate, partecipando al laboratorio teatrale condotto da Michelina Capato.
Nel 2012 partecipa come attrice alle produzioni Crucifige dell’Accademia della Follia per la regia di Claudio Misculin e Vesperanza per la regia di Cyrille Doublet. Nel 2014 torna in scena con Ulisse, regia di Angelo Facchetti spettacolo prodotto dal Teatro Telaio con il Ctb Teatro Stabile di Brescia. Sempre nel 2014 produce con Jessica Leonello il recital a due voci Breviarium. Partecipa alla creazione di Far East/western urbano a San Polino – Progetto vincitore del bando Spot / Sostegno alla produzione bresciana off teatrale.
Nel 2015 poi, in collaborazione con il fisarmonicista Davide Bonetti, crea il progetto-concerto In Cortile, cantando brani dei primi del 900 all’interno delle stanze dei degenti delle Case di Riposo. Sviluppa il lavoro con la terza età conducendo percorsi di narrazione autobiografica e recupero del ricordo. Nel 2014 dà vita al nuovo progetto teatrale Ommioddio.

Bolognese, nato il 3 giugno del 1986, Luca Serafini inizia il suo percorso teatrale nel 2006 frequentando il laboratorio teatrale Segni & Sensi diretto da Danilo De Summa, qui incontra Veronica Capozzoli con la quale, insieme a Stefano Girolami, nel 2008 fonda la Compagnia ReSpirale Teatro con cui collabora fino al 2013 in qualità di attore, drammaturgo e disegnatore luci e che si aggiudica la Segnalazione Speciale Premio Scenario 2011 con lo spettacolo L’Italia è il Paese che amo e il Premio Scintille Asti 2013 con lo spettacolo Again/By now.
Contemporaneamente continua la sua formazione seguendo stages di Augusto Omolou, Alessio Nardin, Fibre Parallele, Mamadou Dioume e frequentando la scuola di Commedia dell’Arte Luis Jouvet diretta da Massimo Macchiavelli.
Dal 2007 ad oggi ha partecipato inoltre in qualità di attore a numerosi spettacoli tra cui le produzioni per il Teatro Ragazzi Chi la fa l’aspetti e Seme Seme – storia di un volo a testa in giù, entrambi prodotti da Accademia Perduta Romagna Teatri e gli spettacoli Uno, Duo e Molti di Davide D’Antonio e prodotti dal Teatro Inverso di Brescia. Nel 2014 entra a far parte del progetto Ommioddio in qualità di drammaturgo e interprete.

CIRCO CONTEMPORANEO

COMPAGNIA ONARTS (Torino)

Periodo di residenza: ottobre-novembre 2016

Obbiettivo A:
in attraversamento con con C.L.A.P.Spettacolodalvivo – Brescia (Lombardia)

IL PROGETTO

Progetto: “Tramp”
Di e con Giulio Lanzafame

TRAMP è uno spettacolo di Circo in bilico tra giocoleria e corda molle che, passando tra le strade dell’acrobatica e della musica, accompagnerà il pubblico attraverso le vicende e i capitomboli di un personaggio in cerca di soluzioni.

LA COMPAGNIA

Giulio Lanzafame ha frequentato il Performing Arts University Torino di Philip Radice. Nel 2006 frequenta la Scuola di Circo FLIC di Torino e successivamente parte alla volta del Canada nel 2009 per conseguire il diploma alla prestigiosa Ecole National du Cirque de Montreal (Cirque du Soleil) e affronta con successo il suo ultimo esame con un numero di giocoleria, dinamico e acrobatico: “Momento Poetico” che gli consente di lavorare da un continente all’altro. Giulio grazie ai suoi spettacoli e numeri di circo si è esibito in qualsiasi tipo di palcoscenico dai cabaret di tutta Europa quali Palazzo Colombino (DE), Kristal Palast (DE), Thou (QC), Teatro Stabile Catania, S.A.N.C.A. Annext (WA) e innumerevoli festival di circo e arte di strada tra cui Sol Y Circo (DE), Mercantia (IT), Golden Circus Festival (IT).
Attualmente è docente di giocoleria del corso professionale della Flic Scuola di Circo Torino. Ha fondato nel 2002 OnArts di cui ne è ancora parte e si esibisce nei Teatri con il suo spettacolo Tramp.

MUSICA CONTEMPORANEA

COMPAGNIA EELL SHOUS (Monza Brianza)

Periodo di residenza: ottobre-novembre 2016

Obbiettivo A e C: in attraversamento con Ass. Errare Persona – Frosinone (Lazio)

IL PROGETTO

Di e con Davide Passoni e Marco Lombardo

Il progetto BUONA COLAZIONE SHOW nasce per rendere l’ultimo album della compagnia uno spettacolo teatrale adatto ad un pubblico giovane (16-25 anni), così da parlare e far riflettere questo target su tematiche importanti attraverso un linguaggio accattivante.

LA COMPAGNIA

Davide ScartyDoc Passoni e Marco Tenpo Lombardo sono EELL SHOUS, un duo di performer d’assalto. Praticano l’arte marziale del rap teatrale, diffondendo questa occulta disciplina tramite i loro due album pubblicati da Irma/Mandibola Records, “Spazzatura” e “Buona Colazione”. Abili nell’utilizzo del beatbox e del campionatore, i lori concerti non sono esecuzioni musicali, ma azioni musicali che coinvolgono direttamente il pubblico. Hanno collaborato con Uochi Toki, Maicol & Mirko, Musteeno, The Spleen Orchestra – Tim Burton Show. Nel 2014 hanno vinto il Premio Alberto Dubito – Poesia e Poesia in Musica, promosso da Agenzia X. Nello stesso anno sono giunti alle finali del Campionato Nazionale di Poetry Slam. Dal 2011 ad oggi hanno aperto i concerti di: Dope DOD, Salmo, Foreign Beggars, Dub Fx, Clementino, Kiave, Mecna, Rancore & Dj Myke, Kaos, Colle Der Fomento, Niveau Zero, Teki Latex e molti altri in locali come Magnolia, Bloom, Tunnel, Naba, Live Club Trezzo.

2015

PROSA E DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA

COMPAGNIA TEATRO EX DROGHERIA (BERGAMO)

 

IL PROGETTO

TRE [+1]
La vita può essere capita solo all’indietro, ma va vissuta in avanti.
[Soren Kierkegaard]
Testo e regia Sara Pessina.
con Simone Baldassari, Chiara Leoncini, Ilaria Pezzera
Costumi Stefania Coretti
Suono Andrea Begnini
Scene Elena Colombo e Sara Pessina
Organizzazione Federica Falgari
Produzione Teatro Ex Drogheria & Co.
Con il sostegno di Residenza Multidisciplinare Rufugio Everest, Residenza Illinx ed Ex Carecere di S.Agata.
Se dichiarassimo che si tratta di uno spettacolo sulla morte, probabilmente la sala rimarrebbe vuota o ancora peggio non arriveremmo mai ad un palcoscenico, perché parlare di morte è tanto difficile e importante quanto banalizzante e triste da ascoltare. E allora diciamo che si parlerà della vita e di quella vita che solo all’indietro può essere capita.

Una Black Commedy di drammaturgia contemporanea: 3 personaggi e 3 modi differenti di respirare la vita e la morte.

Irma ha 93 anni ed è nata nel 1923; la guerra, il canto, l’amore per due uomini differenti, una RSA e una malattia che cancella il ricordo. Alessandro ha 42 anni e soffre di cardiomiopatia ipertrofica: il che significa che in ogni momento è possibile morire, quindi nessuno sforzo e innumerevoli speranze e cure; della morte è il conoscitore, forse. Margherita ha 34 anni e una vita che stava scegliendo di vivere. Una scala, delle ciligie e una caduta. Alla morte lei non ha mai pensato.

Sono morti tutti e 3 nello stesso momento, e nello stesso spazio/tempo – dall’altra parte – snocciolano e riflettono sulla propria vita, assistendo ai 3 giorni del lutto.

+ 1 è musica, rito e ritmo: fisicamente un musicista, precisamente un Caronte contemporaneo. Non interviene con i 3, ma detta il fuori che si ripercuote sul dentro; campane a morte, requiem, rosari, suoni, echi di vita dei personaggi.

I ritmi del rito funebre – 3 giorni – scandiscono la struttura del testo, in un gioco drammaturgico che svela i suoi segreti poco alla volta e riflette sulla vita e sulla concezione che l’uomo contemporaneo ha della morte e del rito funebre che la segue.

LA COMPAGNIA

Teatro Ex Drogheria nasce a Bergamo nel 2012. Nello stesso anno produce lo spettacolo Variazioni possibili sulla psicofollia d’amore che debutta al Festival “Per amore o Per Forza” di Bergamo ed è tra i finalisti del concorso di drammaturgia “Da palco a palco”.
Nel 2013 viene avviato 21 Gradi Costanti (Performance di indagine sociale), progetto vincitore del premio F. Ceratti “I giovani e la crisi” (Acea Onlus), sviluppato in collaborazione con Spazio Giovani Polaresco (Bg) e sostenuto da Fondazione della Comunità Bergamasca.
Nel 2014 debutta lo spettacolo 21° C – ovvero cosa accade alla temperatura in tempi di crisi, finalista del concorso nazionale Anna Pancirolli e testo vincitore del premio DARTS per la nuova drammaturgia (Trieste).
Nel luglio 2014 ha luogo l’iniziativa Sogno di una città di mezza estate. Spettacolo Collettivo per Riflettere Futuro – Festival della creatività giovanile bergamasca, dove ogni artista under 35 ha potuto esprimere liberamente la sua “visione” di Futuro.
Nel Settembre 2015 la compagnia sviluppa il progetto People Change the Square. Racconti di Piazza in movimento, progetto di indagine sociale in forma performativa nelle piazze di Bergamo con il contributo di Bergamo Estate e Fondazione della Comunità Bergamasca.

DANZA CONTEMPORANEA

COMPAGNIA IfICan’tDance (Milano)

 

IL PROGETTO

Labum
Labum di Annamaria Ajmone e Elisabetta Consonni è un progetto che nasce nel 2013 all’interno dell’Associazione culturale IfICan’tDance, con l’intenzione di mettere in relazione alcuni autori della scena delle arti performative e per sviluppare i linguaggi della danza contemporanea in relazione a vari contesti sociali.
Dal 2013 ad oggi organizza al Teatro PimOff una serie d’incontri di ricerca sui linguaggi performativi contemporanei.

TEATRO FISICO E ARTI CIRCENSI

COMPAGNIA MAFALDA (Torino)

 

IL PROGETTO

La gonna abitata
Di e con Caterina Fort, Cristina Geninazzi, Jasmine Fornaciai, Veronica Canale.

Una sola gonna per tante donne, una sola gonna che si mangia una donna, una sola donna che si crede una gonna, oppure un’altra donna…
Loschi figuri e dame in rosa, voci, apparizioni ed allucinazioni. Una gonna, tre acrobate, una musicista, tra assurdità, poesia e demenzialità sincera… l’universo femminile in chiave ridicolo chic.

con il contributo di