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Se Vuoi…Puoi!

Carpe Diem! 

Carpe diem sembra l’unica espressione possibile per trovare serenità e senso in questi giorni di caos e incertezza. Incastrati in un labirinto continuiamo tutti a disegnare finestre ogni volta che si chiude una porta. Negli sguardi di tutti si percepisce un senso di impotenza, di debolezza e di attesa mentre si assiste al combattimento tra Saturno e Esculapio. 

Qualche anno fa abbiamo girato un documentario a Pioltello sul valore di essere Comunità, “La Mia Anima Qui (2015)” sulla costanza delle organizzazioni di volontariato e terzo settore a creare occasioni di incontro, formazione e crescita per i cittadini, sul potere trasformativo dei piccoli gesti, sul coraggio di rimanere insieme anche nei momenti di crisi e dolore. 

 

Del lavoratore escluso, dell’indigeno oppresso, della famiglia senza casa, del migrante perseguitato, del giovane disoccupato, del bambino sfruttato, della madre che ha perso il figlio, quando ricordiamo quei volti e nomi ci ci stringono le viscere di fronte a tanto dolore e ci commuoviamo. Tutti ci commuoviamo, perché abbiamo visto e udito non la fredda statistica, ma le ferite dell’Umanità sofferente: le nostre ferite; la nostra Carne. Questo ci tocca. E cerchiamo l’altro per muoverci insieme. Questa emozione fatta azione comunitaria non si comprende unicamente con la ragione; ha un senso che solo la gente capisce e che dà la vera e particolare mistica ai veri movimenti popolari.

 

Nel 2016, con Vimostory, abbiamo raccontato di come la Comunità vimodronese ha trovato conforto e identità attraverso la festa e le attività associative.

 

Amare il proprio paese, il proprio villaggio e le persone che ci sono all’interno vuol dire generare qualcosa. Celebrare la festa è il culmine di un processo, di qualcosa che avviene tutto l’anno, per cui hai il piacere di trovarti ma anche l’urgenza di creare qualcosa da dare alla tua collettività. Tutti quanti devono dare una cosa a perdere. Però se tutti diamo una cosa a perdere, paradossalmente ne avremo 100! (Claudio Bernardi)

 

Oggi vogliamo proporvi la campagna di comunicazione partecipata “Se Vuoi… Puoi”, perchè abbiamo deciso di aggrapparci con tutte le forze ad un’idea di reciprocità e di coraggio per poter affrontare a testa alta le trasformazioni che arriveranno. Ci siamo guardati intorno, abbiamo chiesto aiuto e la risposta dei nostri pubblici, delle associazioni amiche, delle istituzioni che ci supportano è stata emozionante: sentiamo di appartenere ad un ecosistema, un organismo che migliora ogni volta che si trasforma.

 

Preferisco essere una metamorfosi ambulante/ piuttosto che avere quella vecchia opinione formattata su tutto/ Vorrei potere dire l’opposto di quello che ho detto prima / preferisco essere una metamorfosi ambulante / piuttosto che avere quella vecchia opinione formattata su tutto/ E’ noioso arrivare ad un obiettivo in un istante/ Preferisco essere una metamorfosi ambulante (Raul Seixas)

 

Se vuoi… Puoi! invita tutti noi a riflettere sull’importanza dei piccoli gesti e ad accogliere la metamorfosi come esperienza di crescita e innovazione. 

“Sii il cambiamento che vorresti vedere avvenire nel mondo”, ci scrive Ghandi. Noi vi invitiamo a cambiare insieme a noi. Volevamo proporvi di meravigliarvi e di sorprendervi con la quotidianità, di rendere straordinarie anche le azioni più semplici, forse meno visibili ma che in realtà possono avere un impatto su tutta la Comunità. Nelle strade di Vimodrone troverete uno sbadiglio che fa nascere un direttore d’orchestra, un nonno e suo nipote che trasformano un abbraccio in un salto nell’infinito, una coppia che trasforma i sogni in serate danzanti e varie generazioni di donne che trasformano l’attesa in palcoscenico, spettacolo di danza. Noi cominciamo da qui e tu, tu cosa vuoi?

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