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ABDO BUDA MARCONI OLTREMURA. Concerto per famiglie / Ashti Abdo, Manuel Buda, Fabio Marconi


15 MARZO 2026 – ore 17:00

Saz, voce, percussioni, duduk, marranzano: Ashti Abdo
Chitarra classica, chitarra preparata, voci: Manuel Buda
Chitarra a 7 corde, chitarra fretless, voci: Fabio Marconi

 

….una carovana che va verso Est, passando per danze greche che sanno forte di Turchia …Klezmer di ebrei balcanici….versioni Rom accelerate dei Klezmer balcanici….Taksim siriani….e poi ballate Curde, dove già risuonano echi di Caucaso e Iran….
Ecco cosa abbiamo sognato tutti e tre, non sappiamo quando ma di certo è stato la stessa notte alla stessa ora. Era lo zapping fra tante musiche che ognuno di noi, nei suoi cammini, ha incontrato e corteggiato più e più volte. E’ il motivo per cui ci siamo seduti assieme, strumenti in mano, e ci siamo guardati negli occhi…

 

ABDO BUDA MARCONI TRIO

Ashti Abdo, Manuel Buda e Fabio Marconi cominciano a lavorare assieme nel gennaio 2016, e da allora non hanno mai smesso: un’alchimia speciale li ha uniti fin dalle prime sessioni, e questa alchimia ha incantato il pubblico fin dai primi concerti. Il repertorio – popolare e non – di vaste aree che vanno dall’Italia fino al Medioriente, passando per i Balcani, la Grecia, l’Est Europa, e avanti fino al Caucaso, è stato ed è l’unica “origine” musicale del trio, con un grande bagaglio di melodie, forme musicali, ritmi, che si somigliano e si parlano, rendendo noi e tutte queste terre assai più vicini di come a volte ci sembra.

Ma Abdo Buda Marconi trio è anche incontro umano, di storie e di persone: con Ashti Abdo in primis, lui venuto dal Curdistan siriano, e testimone di una storia e di una cultu- ra che ancora oggi lottano per esistere. Con Manuel Buda, ebreo milanese di origini assai mi- ste, legate ai Sefarditi Livornesi, a Roma e alla Calabria. E con Fabio Marconi, milanese, famelico ricercatore e interprete di musiche popolari d’Italia e del mondo.

 

ASHTI ABDO

Ashti Abdo, cantante, musicista polistrumenti- sta e compositore curdo, è nato ad Aleppo e cre- sciuto ad Afrin. La musica diventa la sua passione travolgente molto presto: trascorre l!infanzia tra le colline del suo villaggio, ascoltando le sto- rie e le canzoni degli anziani, circondato dai suoni della natura. Da bambino impara a canta- re ninne nanne a sua sorella e a suonare il tipico strumento curdo, il tembûr (saz), con suo fratello. Trasferitosi in Italia dopo l!adolescenza, conti- nua a suonare il tembûr da autodidatta, inizian- do a esibirsi come artista solista. Nel 2012 si unisce ai Domo Emigrantes, portando nella band suoni e trame tipiche del Medio Oriente. L’incontro con il gruppo lo porterà a sua volta a conoscere e fare suoi strumenti e ritmi tipici del Sud Italia, come il marranzano e i tamburi a cornice. Dal 2014 suona il saz, il mandolino e le percussioni nell’ensemble Piccola Banda Rebelde canta De André.
Nel 2015 collabora anche con Angelo Petraglia e Francesco Forzani, creando Beja: la musica, il rac- conto, la guerra, un progetto di improvvisazione musicale basato su una traduzione personale dell’esperienza bellica. L’incontro e la fondazione del trio con Manuel Buda e Fabio Marconi non arrestano la sua parallela
attività solistica, che anzi spesso trova intrecci con quella del Trio. Nel 2018 vince il premio DoReMiFaSud, concorso che promuove l!integrazione e il dialogo fra culture musicali differenti.

MANUEL BUDA

Si diploma col massimo dei voti in chitarra classica al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e negli stessi anni si laurea in Fisica Teorica, per poi seguire il suo impulso di ricerca che lo vede fondere la formazione classica con esperienze che vanno dal Klezmer al Flamenco, al rock, al repertorio arabo.
Nato in una famiglia metà ebraica e metà cristiana, con origini fra sud e centro Italia, da diversi anni si dedica particolarmente all’esplorazione della sua identità ebraica attraverso la mu- sica, e alle reciproche influenze con altri repertori attorno al Mediterraneo. Questo percorso lo vede cofondatore del NefEsh Trio, con cui dal 2006 porta in scena in Europa e Israele composizioni frutto di queste ricerche. Nel 2008, poco più che venticinquenne, è fra i trenta musicisti invitati da Kuki Gallman a rappresentare le musiche dei cinque continenti all’Earth Festival di Laikipia (Kenya). Nel 2020 fonda e dirige la KlezParade Orchestra, che riunisce per la prima volta tutti assieme tanti musicisti italiani attivi nel repertorio ebraico.
In parallelo all’attività con Ashti Abdo e Fabio Marconi, tiene regolarmente concerti sia come solista che con artisti quali Raiz, Giovanni Nuti, Monica Guerritore, Malika Ayane, Miriam Camerini, Orwa Saleh, Rhapsodija Trio, ma anche registi come Ruggero Gabbai, per il quale trascrive e incide una versione per chitarra sola di Adio Querida – celebre melodia popolare.

FABIO MARCONI

Dopo gli studi di jazz all’Accademia Internazionale della Musica di Milano, inizia un percorso di ricerca nel campo della World Music. La musica balcanica in primis, con la Nema Problema Orchestra (2004) con la quale si è esibito in vari festival e club in tutta Europa. In particolare, si è dedicato alla costruzione di un linguaggio personale ricco di elementi incontrati, rivolgendo lo sguardo a mondi sonori extraeuropei, in particolare al Medio Oriente. Nella collaborazione con Camilla Barbarito (2010) trova il pretesto per un approfondimento nelle direzioni più disparate, dal tango al fado, al flamenco allo swing e alla bossa nova, seguendo la cantante nella sua continua ricerca, che arriva a fondersi con il teatro con il progetto Nina Madù e le Reliquie Commestibili.
Membro del Connections Trio, gruppo a base fortemente jazz in cui collabora con il pianista turco Yigit Ozatalay, professore di composizione e arrangiamento pianistico all’Università di Musica di Istanbul. Nel 2015 inizia la collaborazione con il famoso suonatore di tar Fakhraddin Gafarov, nel quartetto a suo nome, con il quale incide l!album Uzunderé (Italia/Azerbaidjan 2017) interamente composto da musiche di origine caucasica. Nel 2018 fonda il progetto Osmosi. In una originale veste jazz-rock a tratti psichedelica un repertorio che volge lo sguardo verso Oriente. La nascita del Trio con Ashti e Manuel gli da occasione di condividere le sue ricerche anche dal punto di vista strumentale, in particolare sugli strumenti acustici quali la violhao de choro a 7 corde e la chitarra classica fretless.

 

Con il sostegno di Circuito CLAPS e MiC

 

BIGLIETTERIA
Posti non numerati
biglietto unico: 8 €

biglietto corsisti under 18: 5 €

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