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BESTIARIO IDRICO / Marco Paolini

 


5 FEBBRAIO 2027 – ore 21:00

uno spettacolo di Marco Paolini

scritto con Giulio Boccaletti

collaborazione alla drammaturgia Marta Dalla Via, Diego Dalla Via, Michela Signori

con Marco Paolini

e con Patrizia Laquidara

regia Fratelli Dalla Via

assistenza alla regia Teresa Vila

cura delle musiche Giuseppina Casarin

elementi scenici Mirko Artuso

direzione tecnica e fonica Piero Chinello

disegno luci e scene Michele Mescalchin

luci Nicola Munerati

assistenza tecnica Città Invisibile

grafica e foto di scena Gianluca Moretto

prodotto da Michela Signori

coproduzione Jolefilm e Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale

 

Le opere idrauliche tendono a diventare invisibili, a confondersi con l’ambiente che le contiene. Succede agli argini di terra battuta, alle golene, ma anche alle stazioni di pompaggio, ai canali, ai serbatoi e perfino alle dighe. Il paesaggio italiano diventa agricolo per stratificazioni di insediamenti durati secoli. Anche città e paesi si insediano (e si spostano…) per secoli. Le industrie solo da poco più di un secolo. Le opere idrauliche accompagnano ognuno di questi passaggi; non solo gli acquedotti dai romani in poi, ma le deviazioni e le arginature a volte imponenti, le opere di bonifica, i serbatoi idroelettrici, le reti di smaltimento. Il paesaggio italiano è artificio ma la rete delle opere idrauliche sfugge alla nostra percezione. Un ponte è opera viaria o idraulica? Il wc o il rubinetto sono pezzi di edilizia civile o terminali di opere idrauliche? Quanto sarebbe diverso il paesaggio agricolo senza la circolazione di acqua di irrigazione e senza canali e pompe di smaltimento degli eccessi di pioggia?

Niente di tutto quello che vediamo è definitivo. Il cambiamento climatico impone di prendere in considerazione radicali cambiamenti del paesaggio che ci è familiare: potremo subirli o deciderli. I fiumi in Italia sono più di 6.000 molti di più i corsi d’acqua che non hanno diritto a un nome, ma fanno parte dei bacini idrografici. L’Europa conta 110 bacini idrografici l’Italia ne ha 7. Ciascuno contiene centinaia di corsi d’acqua più o meno importanti, ma ugualmente strategici, assieme all’acqua delle falde sotterranee, nel bilancio idrico nazionale. Bestiario idrico parla di fiumi e bestie d’ogni genere, narra storie di vita biologica e sociale legate ai fiumi. Narra dei conflitti e dei contratti che intorno all’acqua dei fiumi hanno dato forma a quel paesaggio che oggi riconosciamo come il nostro. Rende visibile il legame stretto tra le forme di governo dell’acqua e la qualità della vita sulle rive, non solo di una specie ma dell’intero ecosistema.Bestiario idrico è realizzato anche con il sostegno di Estate Teatrale Veronese – Comune di Verona e si inserisce nel progetto Atlante delle Rive dedicato alle acque, che Marco Paolini ha ideato per La Fabbrica del Mondo.

 

 

MARCO PAOLINI

Attore, autore e regista. Noto al grande pubblico per Il racconto del Vajont si distingue quale autore e interprete di narrazioni di forte impatto e per la capacità di raccontare il cambiamento della società. Appassionato di mappe, di treni e di viaggio, traccia i suoi racconti con un’attenzione speciale al paesaggio, al suo mutarsi, alla storia e al suo evolversi. Artigiano e manutentore del mestiere di raccontare storie, sa portare quest’arte antica al grande pubblico con memorabili dirette televisive.
Nel 1999 ha fondato Jolefilm, la società con cui produce tutti i suoi spettacoli e con cui sviluppa la passione per il documentario e il cinema.
Nel 2021 da vita a LA FABBRICA DEL MONDO, un progetto che coniugando arte e scienza promuove l’impegno verso gli obbiettivi dell’Agenda 2030. Nel solco del progetto sono nati con Telmo Pievani l’omonima trasmissione televisiva, VajontS 23, Mar de Molada e il nuovo progetto triennale 2025/27 Atlante delle Rive.

 

 

Con il sostegno di Circuito CLAPS e MiC

 

BIGLIETTERIA
Posti non numerati
intero: 15 €

ridotto 12 €

convenzionato 10 €

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