fbpx

Siamo pronti per continuare a trasformarci. Insieme a voi

4 settembre. Giornata caldissima. Tardo pomeriggio. L’Everest – Spazio alla Cultura è aperto da qualche giorno. E’ tempo di programmazione delle attività, pianificazione e distribuzione dei carichi di lavoro e dei percorsi di formazione. Quante cose da fare! Nuovi collaboratori, più spazi, tante procedure nuove da impare. L’inizio di settembre è un tempo strano, dubbi e certezze legate a un’attività che non si è mai fermata ma che per mesi è stata sospesa. 

Arriviamo a inizio stagione con molti progetti da avviare: Inneschi, un progetto dedicato alla creazione e potenziamento di presidi culturali a Vimodrone; Mix’Radio, una web radio che vede i giovani di Caponago protagonisti di podcast sull’Europa e utili alla didattica presso l’Istituto Comprensivo di Caponago; Tele-Encounters, un progetto europeo dedicato al teatro telematico e alla robotica. 

Arriviamo a inizio stagione con un salone vuoto. Non si balla, non si fa teatro, non ci sono corsi. La nostra Piazza al Coperto è temporaneamente vuota. La continua corsa per la
trasformazione dello spazio da sala da ballo a sala di spettacolo
, il su e giù dalle scale, le risate e le battute tra gli insegnanti dei corsi, i costumi lasciati in camerino, le scarpe da ballo dimenticate sotto ad un tavolino, gli occhiali smarriti ma che sicuramente sono rimasti all’Everest diventeranno solo ricordi? 

In questi anni di Everest-Spazio alla Cultura abbiamo più volte studiato e pensato e ipotizzato le esigenze del territorio che ci accoglie, abbiamo provato a rispondere ai bisogni dei nostri pubblici, insieme alle associazioni e ai cittadini abbiamo avviato processi di partecipazione culturale. Insieme abbiamo imparato cosa fosse il Welfare Culturale, l’Innovazione Culturale, l’Audience Development, la Valutazione d’Impatto.

 

“A cosa serve la mappa se il cammino è già tracciato. A cosa serve avvistare terra se la nave è ferma. A cosa serve avere la chiave se la porta è aperta. A cosa servono le parole se la casa è deserta” (Pedro Abrunhosa)

 

#cisonocosedafaresempre. L’ho abbiamo detto e scritto ovunque a marzo e lo crediamo anche ora a Settembre. Oggi è il 4 settembre. E’ una giornata caldissima. E per noi oggi non ci sono dubbi: noi di Industria Scenica abbiamo bisogno di incontrare voi, di rivedervi, di salutarvi e dire “noi ci siamo, ci stiamo attrezzando per ricevervi e nel frattempo veniamo noi sotto casa vostra”.  

Su un apecar gentilmente prestata dal Comune di Vimodrone, Roby e la Torpedo Blu e via su e giù per le vie di Vimodrone. Musica, musica e musica. Abbiamo portato il liscio per strada. Il popolare è diventato ancora più speciale. E la gente ci ha accolto con stupore e meraviglia. Gente che tiene il tempo per strada, bambini che cantano a squarciagola. La band felice di essere di nuovo davanti a un pubblico e un pubblico che applaude forte. E così tutta la nostra storia continua ad avere senso. Vogliamo continuare per questa strada. 

 

“Ci sono canzoni e momenti che non so come spiegare, la voce è uno strumento che non riesco a controllare, arriva all’infinito, prende tutti noi e c’è uno solo sentimento in platea e nella voce. Ci sono canzoni e momenti che la voce arriva dalla radice. Non so se succede quando sono triste o quando sono felice; so soltanto che che ci sono dei momenti che si sposano con la canzone ed è di questi matrimoni che vive il mio mestiere” (Maria Bethania)

 

Grazie. Grazie di accoglierci ancora una volta. Oggi grazie a voi abbiamo imparato ad ascoltare le esigenze di Industria Scenica. Siamo pronti per continuare a crescere insieme a voi.

 

La Balera itinerante è stata possibile grazie al contributo del Comune di Vimodrone, assessorato alla Cultura.

 

Qui potete trovare tutte le foto della Balera itinerante, realizzate da Alice Longoni.

Torna su