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Dare senza perdere e prendere senza togliere: la Festa della Partecipazione di Industria Scenica

A quasi un mese di distanza dalla nostra Festa della Partecipazione ci fermiamo un secondo per raccogliere le idee e riflettere su quello che è successo il 25 ottobre presso l’Everest. E’ stato emozionante per noi vedere riunite tutte insieme le realtà territoriali con cui collaboriamo e percepire come l’invito sia stato accolto da loro con trasporto.

La serata è cominciata con delle isole in cui la partecipazione era intesa in senso attivo; in vari angoli della sala, infatti, sono state installate delle postazioni in cui i partecipanti potevano compiere azioni in prima persona: dall’indicare i propri luoghi del cuore nella città sopra una grande mappa di Vimodrone, allo scrivere su un grande libro delle “storie di partecipazione” le parole chiave o le frasi più significative che, secondo loro, indicano cosa quest’ultima sia per loro.

Era presente, grazie alla collaborazione con l’artista Annamaria Penone, un sostegno pronto ad accogliere un mandala da costruire tutti insieme in maniera partecipata, grazie ai fili colorati, gli oggetti e la creatività che tutti hanno messo in campo per dare la luce a questo lavoro collettivo.

La serata, poi, è andata in crescendo: sono cominciate, infatti, le letture e gli interventi della varie realtà presenti, con l’intento di condividere memorie, esperienze e pensieri di partecipazione, al fine di imparare tanto da coloro che abitano e animano Vimodrone e che questo paese (e in parte anche questo luogo, l’Everest) lo hanno creato.

Abbiamo rotto il ghiaccio cominciando noi di Industria Scenica:

Per noi partecipazione è reciprocità. E’ un dare senza perdere e un prendere senza togliere. Partecipazione è essere parte, è essere una soluzione o trovare una soluzione insieme. E’ tempo condiviso, è relazione e a volte resilienza. Partecipazione è una stagione teatrale scelta insieme alla città, persone di tutte le età che portano da mangiare e festeggiare insieme l’inizio di un nuovo anno; artisti che arrivano da tutta l’Italia; una lunghissima fila di bambini che attraversa Vimodrone per venire a teatro; un gruppo di ragazzi che balla in piazza e riporta tutti negli anni ‘50, un caffè bevuto all’Everest, un saluto per strada, un passaggio in macchina.

Ha preso parola, poi, il Gruppo teatrale NonSoloMamme che ci ha regalato un bella visione del loro percorso che, dalla gioia dello stare insieme, arriva alla presa di coscienza che quello che stanno facendo è partecipazione:

C’era una volta un gruppo di belle signore. Età diverse, lavori diversi, storie diverse. Alcune si conoscevano. Altre, invece, no. Tutte avevano risposto a un annuncio: prometteva un’esperienza romantica e affascinante, “fare teatro”. Imparare a conoscersi e apprezzarsi l’un l’altra era stato facile. Un po’ più complicato confrontarsi con il pubblico.
A essere proprio oneste, stavano così bene tra di loro, per quale motivo aggiungere qualcosa?
Eppure, al primo applauso del pubblico, capirono che condividere era una forma di magia.
(…) Decisero di aprire il loro gruppo ai ragazzi della comunità Kairòs, per vivere ancora una volta qualcosa che non avrebbero saputo spiegare a parole, ma che prometteva orizzonti nuovi da scoprire. Una nuova forma di teatro, sensibilità diverse mescolate, energie nate dal dolore e trasformate in corpi su un palcoscenico, corpi che parlano a un pubblico che sa ascoltarli.
La condivisione e il coinvolgimento erano adesso partecipazione.

Poi il frizzante trio del Gruppo Favoleggiamo ha preso il prestito le parole di Gaber, sempre attualissime, per descriverci cosa sia per loro (che ne parlano da quarantacinque anni, come ci tengono a ricordare!) la partecipazione:

La libertà non è stare sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, la libertà è partecipazione”.

Arriva il turno del Comitato Genitori di Vimodrone che afferma:

La partecipazione è non tirarsi indietro di fronte a quello che si prospetta, farsi coinvolgere, farsi impegnare attivamente, spendere del tempo, collaborare, magari anche fino a stancarsi (fisicamente). Esserci, sempre e comunque. Essere affidabili, essere una certezza per le persone che lavorano insieme a te. Manifestare le proprie idee e fare proposte, cercando di dare una risposta alle problematiche/esigenze del gruppo che rappresentiamo

Sono intervenuti anche Bruna e Giuseppe del Circolo dei Sardi “La Quercia”, che hanno declamato una poesia in sardo e, per ultimo, ma non meno importante, Andrea Citterio, Consigliere Comunale, che ringraziamo sentitamente per il sostegno che l’Amministrazione Locale riserva a Industria Scenica.

Ma, pensandoci bene, che cos’è la partecipazione se non costruire qualcosa tutti insieme?

Ecco quindi metterci tutti alla prova con la performance “Prospero” di Stalker Teatro, che indaga sulla possibilità che lo spazio scenico diventi uno spazio abitato: una congiunzione fra quello che può essere creato nello spazio dell’arte e quello che può essere uno spazio di relazione fra le persone.

Al termine tutti i partecipanti non riuscivano ad abbandonare lo spazio scenico, che, nel frattempo, era diventato una pista da ballo, ma, del resto, partecipazione e anche condividere insieme una risata e la gioia della danza.

I gesti, le parole e le frasi che ci avete donato in questi momenti saranno per noi un grande tesoro da cui partire per tutte le attività del nostro palinsesto 2019/2020, L’arte è nelle tue mani, che , per l’appunto, fa leva su rapporto tra la cultura e la partecipazione civica attraverso azioni che, da una parte, promuovono la coesione sociale e favoriscono la consapevolezza sui diritti individuali, civili e sociali e, dall’altra, producono contenuti e prodotti culturali di valore artistico.

Nel 2014 eravamo 5 ragazzi. Ora siamo tante persone. E ci commuoviamo quando i nostri pubblici si incontrano, si mescolano, partecipano e creano qualcosa di nuovo.

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